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Le imposte sull’acquisto di una casa

 

Una delle voci che preoccupa e confonde maggiormente chi decide di acquistare una casa è quella relativa alle TASSE; si sa infatti che in Italia, purtroppo, il tema ha subito frequenti modifiche e spesso peggiorative; qui cercheremo di spiegare quali e quante tasse deve pagare chi acquista una casa.

Precisiamo che i dati che riportiamo (aggiornati ad aprile 2015) sono puramente indicativi e consigliamo sempre di farvi spiegare nel dettaglio dal vostro agente immobiliare di fiducia la vostra particolare casistica.

Le imposte pagare quando si acquista una casa dipendono da diversi fattori.
Le cose cambiano, infatti, se si acquista da un venditore privato o da un’impresa, o se si acquista la prima casa piuttosto che una seconda casa.

Acquisto da privato

Se chi vende è un privato, la vendita è assoggettata all’imposta di registro del 9% e alle imposte ipotecaria e catastale nella misura di 50 euro ciascuna.

Acquisto da impresa

Invece se chi vende è un’impresa, a seconda dei casi, la cessione potrà essere:

esente da Iva, con l’imposta di registro pari al 9% e le imposte ipotecaria e catastale nella misura di 50 euro ciascuna;

soggetta a Iva, con l’aliquota del 10% (o del 22% per le abitazioni di lusso); in questo caso, le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono pari a 200 euro ciascuna.
Casi in cui non si ha l’esenzione nonostante il venditore sia un’impresa
se la vendita è effettuata dall’impresa costruttrice o di ripristino dei fabbricati entro 5 anni dall’ultimazione della costruzione o dell’intervento, oppure anche dopo i 5 anni se il venditore sceglie di sottoporre la cessione a Iva (la scelta va espressa nell’atto di vendita) 

per vendite di fabbricati abitativi destinati ad alloggi sociali, per le quali il venditore sceglie di sottoporre la cessione a Iva (anche in questo caso, la scelta va espressa nell’atto di vendita). 


Acquisto di prima casa

Se chi acquista ha i requisiti per usufruire delle agevolazioni “prima casa”, le imposte saranno più basse, e cioè:
nel caso di acquisto da privato (o da impresa, ma con vendita esente da Iva)
− imposta di registro del 2% 

− imposta ipotecaria fissa di 50 euro 

− imposta catastale fissa di 50 euro 

nel caso di acquisto da impresa, con vendita soggetta a Iva 

− Iva al 4% 

− imposta ipotecaria fissa di 200 euro 

− imposta catastale fissa di 200 euro 

− imposta di registro fissa di 200 euro 


La seguente grafica riassume quanto fin qui spiegato

Quando si devono versare le imposte

Le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono versate dal notaio al momento della registrazione dell’atto.

Su quale valore calcolare le imposte

Quando la vendita della casa è soggetta a Iva la base imponibile è costituita dal prezzo della cessione.
Per le cessioni dei fabbricati a uso abitativo e delle relative pertinenze, effettuate nei confronti di persone fisiche che non agiscono nell'esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali, l’acquirente può scegliere – richiedendolo al notaio rogante - di calcolare l’imposta di registro sul valore catastale del fabbricato, anziché sul corrispettivo pagato.
Il valore catastale viene determinato moltiplicando la rendita catastale (rivalutata del 5%) per i seguenti coefficienti:

110 per la prima casa e le relative pertinenze

120 per i fabbricati (non prima casa) appartenenti ai gruppi catastali A e C (escluse le categorie A/10 e C/1).

Con questi brevi cenni abbiamo cercato di darvi un'idea di massima, ma il tema non può certo dirsi esaurito; se volete farvi un'idea più precisa e dettagliata vi consigliamo questa esaustiva guida dell'Agenzia delle Entrate.

 

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